Aggiornata a ottobre 2026. Le regole fiscali cambiano con la legge di bilancio: quando cambiano, questa pagina si aggiorna e la data qui sopra cambia con lei.

Chi in Friuli Venezia Giulia mette un antifurto in casa ha due strade per recuperare una parte della spesa, e spesso le confonde:

  • una detrazione fiscale nazionale, che recupera in dichiarazione dei redditi, in dieci anni;
  • un contributo regionale, che arriva come rimborso, ma passa dal tuo Comune e solo quando il Comune apre il bando.

Sono due strumenti diversi, con regole diverse. Qui sotto le trovi tutte e due, con il riferimento ufficiale accanto a ogni cifra. E dove una regola non è chiara, lo diciamo invece di arrotondare.

La detrazione: quanto si recupera nel 2026

La detrazione per l’antifurto non è un bonus a sé: è la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi), la stessa delle ristrutturazioni. Non è a sportello e non si esaurisce: chi ha i requisiti la ottiene.

Per le spese sostenute nel 2026, secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a febbraio 2026:

Chi paga, su quale casa Detrazione Spesa massima
Il proprietario (o chi ha usufrutto, uso, abitazione) sulla sua abitazione principale 50% 96.000 € per unità immobiliare
Tutti gli altri casi ammessi: seconda casa, inquilino, comodatario, familiare convivente 36% 96.000 €

La detrazione si divide in dieci rate annuali di pari importo.

Il 50% per il 2026 c’è perché la legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) ha prorogato di un anno le percentuali maggiorate che prima valevano solo per il 2025.

Due precisazioni che nella maggior parte delle pagine sul tema mancano:

  • Il 50% vuole due condizioni insieme: chi paga dev’essere proprietario (o titolare di un diritto reale) già all’inizio dei lavori, e la casa dev’essere la sua abitazione principale. L’inquilino, il comodatario e il familiare convivente possono detrarre, ma al 36%.
  • Sopra i 75.000 euro di reddito c’è un tetto complessivo a tutte le detrazioni dell’anno, calcolato in base al reddito e ai figli a carico (art. 16-ter, in vigore dal 2025). Le spese per l’antifurto ci rientrano. Se è il tuo caso, il conto lo fa il commercialista, non l’installatore.

Il 2027

Oggi non c’è nessun testo ufficiale che dica come sarà la detrazione nel 2027: le regole per quell’anno le deciderà la legge di bilancio, e non è ancora stata approvata.

Quindi non ti diciamo «compri entro dicembre, poi scende»: non lo sappiamo, e nessuno lo sa. Quando ci sarà il testo, questa pagina lo dirà.

Cosa rientra, secondo l’Agenzia

La detrazione copre le misure per prevenire il rischio di «atti illeciti da parte di terzi» (furto, aggressione, sequestro di persona), ma solo le spese per interventi sull’immobile. L’elenco della guida, che è esemplificativo, comprende tra l’altro:

  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline;
  • rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • porte blindate o rinforzate, grate, serrature, vetri antisfondamento, tapparelle metalliche con bloccaggi, saracinesche, casseforti a muro, cancellate e recinzioni murarie.

Cosa non rientra, sempre secondo la guida: il contratto con l’istituto di vigilanza. Il canone di un servizio non è un intervento sull’immobile.

Una cosa la diciamo da installatori, perché la si legge spesso online senza la precisazione: la guida cita le telecamere collegate con centri di vigilanza privati. Se stai pensando a una videosorveglianza che guardi solo tu dal telefono, prima di dare per scontata la detrazione verificalo con il tuo commercialista. Meglio saperlo prima del bonifico che dopo.

Come si paga, altrimenti la detrazione salta

Il pagamento va fatto con il bonifico dedicato ai lavori di recupero edilizio (quello che in banca chiamano «bonifico parlante»), dove risultano:

  1. la causale, da cui si capisce che è un pagamento per interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione;
  2. il codice fiscale di chi detrae (può essere diverso da chi ordina il bonifico);
  3. la partita IVA o il codice fiscale di chi riceve il pagamento.

Sul bonifico la banca trattiene all’impresa una ritenuta d’acconto dell’11%: non la paghi tu, ma è il segno che il bonifico è stato fatto nel modo giusto.

Poi si conservano fatture e ricevute dei bonifici: l’Agenzia può chiederli in controllo.

La comunicazione all’ENEA riguarda solo gli interventi che comportano risparmio energetico o fonti rinnovabili: un antifurto non è tra questi.

Un consiglio pratico: chiedi che nel preventivo e in fattura gli interventi siano descritti uno per uno, così tu e il tuo commercialista potete controllare che rientrino tra quelli dell’elenco qui sopra.

Il contributo della Regione FVG: com’è fatto davvero

In Friuli Venezia Giulia esiste un secondo strumento: la legge regionale 5/2021, articolo 7, finanzia i contributi per installare sistemi di sicurezza. Le regole sono nel regolamento regionale (D.P.Reg. 33/2023, modificato dal D.P.Reg. 95/2026).

Cosa dice il regolamento:

  • il contributo è almeno il 60% della spesa ammissibile;
  • vale anche per spese già sostenute;
  • copre acquisto, installazione, potenziamento e attivazione dei sistemi di sicurezza;
  • tra i beneficiari ci sono le abitazioni di persone residenti in FVG da almeno cinque anni in modo continuativo, i condomini per le parti comuni, e anche gli immobili di attività professionali, produttive, commerciali o industriali, oltre a edifici religiosi, scuole e impianti sportivi non comunali.

Il punto che crea confusione: i soldi passano dal Comune

La Regione non dà il contributo direttamente a te. Funziona così:

  1. i Comuni (o le Comunità di Comuni) interessati fanno domanda alla Regione;
  2. la Regione ripartisce le risorse in proporzione alla popolazione;
  3. il Comune che le riceve pubblica un bando per i cittadini, con la sua modulistica, le sue scadenze e il suo tetto massimo per domanda.

Ne discendono due conseguenze pratiche:

  • se il tuo Comune non ha fatto domanda, quest’anno il contributo non c’è;
  • le date le decide il bando del tuo Comune, non la Regione. Per questo qui non troverai una data di scadenza: sarebbe inventata.

A che punto siamo per il 2026

Per il 2026 i Comuni hanno presentato domanda alla Regione dal 1° al 21 settembre 2026 (L.R. 9/2026, art. 9, comma 142). Dopo la scadenza la Regione ripartisce le risorse tra i Comuni e le eroga loro in un’unica soluzione. Solo dopo, ogni Comune pubblica il suo bando.

In pratica: se stai valutando un impianto adesso, la cosa utile da fare è tenere d’occhio la sezione bandi e avvisi del sito del tuo Comune, e intanto tenere da parte fatture e ricevute di pagamento, perché il regolamento ammette anche le spese già sostenute. Quali spese e da quale data, lo dirà il bando.

Quando il bando esce, leggilo con attenzione su tre punti: il periodo di spesa ammissibile, la scadenza per la domanda e i documenti da allegare. Sono i punti su cui una domanda può essere respinta per una questione di forma.

Detrazione e contributo insieme?

È la domanda che ci fanno di più, ed è una di quelle a cui un installatore non deve rispondere a memoria: dipende dal testo del bando del tuo Comune e da come la spesa rimasta a tuo carico viene trattata in dichiarazione. Verificala con il commercialista prima di pagare, con il bando in mano.

Se hai un’azienda o un negozio

Il regolamento regionale include tra i beneficiari anche gli immobili di attività professionali, commerciali, produttive e industriali: quindi un’impresa può rientrare nel bando del tuo Comune, se il bando la ammette. La detrazione del 16-bis, invece, riguarda le unità immobiliari residenziali.

Per le imprese, negli anni scorsi, ci sono stati anche bandi dedicati di altri enti. Non li elenchiamo qui perché cambiano ogni anno e non vogliamo indicarti una scadenza già passata.

→ Per la parte tecnica: antifurto per negozi e aziende.

Condomini

Il contributo regionale prevede espressamente le parti comuni dei condomini. Per la detrazione, la guida prevede che per i lavori sulle parti comuni l’amministratore rilasci una certificazione con la quota detraibile di ciascun condomino.

→ Videosorveglianza nelle parti comuni del condominio.

I bandi degli anni scorsi

Questo sito racconta i bandi sulla sicurezza dal 2020: la detrazione anno per anno, i contributi di Udine, Gorizia, Monfalcone, Cervignano del Friuli, l’assegnazione regionale del 2024, i bandi per le PMI. Sono tutti chiusi. Li abbiamo riuniti qui perché servono a capire come funzionano i bandi comunali, non per partecipare.

Cosa si vede ripetersi negli anni, e vale anche per i prossimi: il bando comunale indica un periodo di spesa ammissibile e una scadenza per la domanda; spesso le domande sono valutate in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse. Chi ha le fatture pronte quando il bando apre parte avvantaggiato.

Domande frequenti

La detrazione vale anche senza ristrutturare casa?

Sì. La detrazione per le misure antifurto è una delle voci della detrazione per il recupero edilizio, ma non richiede che si stia ristrutturando il resto della casa.

Anche l’inquilino può detrarre?

Sì, al 36%: serve il consenso del proprietario ai lavori e un contratto registrato già all’inizio dei lavori. Il 50% spetta solo a proprietari e titolari di diritti reali sull’abitazione principale.

Per una seconda casa?

Sì, al 36%.

Il canone della vigilanza è detraibile?

No. La guida lo esclude espressamente.

Il contributo del Comune vale anche se l’impianto l’ho già fatto?

Il regolamento regionale ammette anche spese già sostenute. Il periodo esatto lo fissa il bando del tuo Comune.

Devo comunicare qualcosa all’ENEA?

No: la comunicazione riguarda solo gli interventi con risparmio energetico.

Ogni contesto è diverso, il sopralluogo è gratuito

La detrazione e il contributo pagano una parte dell’impianto. Non ti dicono quale impianto ti serve. Quello dipende da dove sta la casa, da come è fatta, da cosa c’è dentro e da come la vivi: due case identiche sulla carta possono avere bisogno di due impianti diversi.

Per questo non facciamo preventivi al telefono. Veniamo a vedere e ti diciamo cosa serve e cosa no.

Ogni contesto è diverso, il sopralluogo è gratuito. Operiamo a Udine e in tutto il Friuli Venezia Giulia.

→ Impianti antifurto a Udine · Videosorveglianza a Udine · Quanto costa un impianto antifurto

Le informazioni di questa pagina riassumono le fonti ufficiali indicate sotto e non sostituiscono il parere del tuo commercialista.

Fonti

  • Agenzia delle Entrate, guida «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali», febbraio 2026.
  • Legge n. 199/2025 (legge di bilancio 2026), come riportata dalla guida.
  • Legge regionale FVG 8 aprile 2021, n. 5, art. 7; D.P.Reg. 23 febbraio 2023, n. 33; D.P.Reg. 6 agosto 2026, n. 95; L.R. 6 agosto 2026, n. 9, art. 9, comma 142.
  • Regione FVG, portale Autonomie locali, «Regolamento per l’assegnazione delle risorse per i sistemi di sicurezza dei privati anno 2026».
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