Se stai ristrutturando casa, o cambiando i serramenti, questo è il momento migliore per installare un impianto di allarme. Adesso le pareti sono aperte, le tracce si fanno comunque e il costo in più è molto basso; a lavori finiti costa di più e devi riaprire e ripristinare.
Non serve installare tutto. Serve lasciare pronti i passaggi, in modo che l’impianto, oggi o fra dieci anni, trovi la strada libera. Questa si chiama predisposizione, ed è il tema di questa pagina.
Perché adesso e non dopo
Durante una ristrutturazione le pareti sono già aperte, le tracce si fanno comunque e in casa non vive nessuno, quindi nessun disagio. Quando i lavori finiscono, ogni cavo da far passare vuol dire aprire di nuovo, ripristinare e ridipingere. Oppure rinunciare al cavo.
Sul costo non ragioniamo a sentimento: sono le cifre che vediamo nei nostri lavori. In una casa in ristrutturazione, o in cui si cambiano i serramenti, le tracce per proteggere porte e finestre si fanno insieme alle altre. Se si automatizzano le tapparelle, il tubo e il cavo ci devono arrivare comunque: quel lavoro serve all’automazione, all’apertura della finestra e a più cose insieme. Per questo il costo in più è molto basso.
Per un impianto cablato la predisposizione pesa nell’ordine dei 400-500 euro, che corrispondono a uno o due giorni di lavoro dell’elettricista. Lo stesso impianto fatto dopo che i serramenti sono stati montati costa circa il 50% in più. Non ti diamo il prezzo dell’impianto completo, perché dipende da come è fatta la casa: lo si stabilisce con un sopralluogo. Il rapporto, però, è quello.
Il serramento nuovo è il punto di non ritorno
Se i serramenti sono vecchi, mettere un sensore wireless con un biadesivo è una soluzione che si accetta senza problemi. Se sono nuovi, o li hai cambiati da poco, la questione cambia: chi ha speso per dei serramenti nuovi storce il naso a incollarci sopra un sensore, quando bastava prevederlo in fase di predisposizione. A lavori finiti, quel sensore non si può più nascondere.
Il wireless resta una scelta valida in molti casi: come si sceglie lo spieghiamo in antifurto wireless o cablato: come si sceglie davvero. Qui il punto è un altro: in ristrutturazione la scelta non la fa più il serramento già montato. La fai tu, a mente fredda.
Cosa conviene prevedere
Quello che segue arriva dalle guide tecniche degli installatori, non da regole uguali per ogni casa: ogni abitazione ha la sua distribuzione. Ma l’impostazione è la stessa e si può riassumere in cinque punti.
- Tubi corrugati vuoti. La predisposizione consiste in tubazioni vuote, incassate nel muro, che partono da un punto centrale e arrivano a dove serviranno: porte d’ingresso, finestre e portefinestre, tapparelle, sensori interni ed esterni, sirene, tastiere, eventuali telecamere. Vuote vuol dire che i cavi si infilano dopo, e si possono anche cambiare o aggiungere.
- Un punto centrale per la centrale. Le guide indicano un punto in cui ci sia una scatola di derivazione, raggiungibile da tutti i tubi. La centrale deve restare accessibile ma poco in vista: un sottoscala, uno sgabuzzino, un armadio a muro sono i posti tipici. Dove metterla davvero lo decide la casa, ed è una delle cose che si guardano al sopralluogo.
- Alimentazione. La centrale ha bisogno di corrente. Le guide prevedono un tubo dalla centrale al quadro elettrico, in modo che l’alimentazione arrivi in modo pulito e non con una prolunga.
- Il collegamento verso l’esterno. Un tubo dalla centrale al punto dove sta il router, per i collegamenti di rete e per le segnalazioni, e il passaggio per la sirena esterna, in un punto visibile.
- Serramenti e cassonetti. Il serramento o il cassonetto collegato alla rete dell’impianto elettrico: è il passaggio che costa poco in ristrutturazione e molto dopo. Serve a proteggere porte e finestre con contatti a filo, e dove ci sono le tapparelle motorizzate si serve dello stesso tubo.
Non ti diamo misure e altezze valide per tutti: dipendono dal modello dei dispositivi e dalla casa. Chi fa la predisposizione senza aver parlato con chi poi installerà l’impianto rischia di sbagliare un punto, e un tubo nel posto sbagliato non si sposta senza aprire il muro.
Chi chiamare, e quando
Di solito è l’elettricista a fare la predisposizione. Ma gli impianti speciali, cioè antenna, rete, telecamere, antifurto, li fanno i professionisti di ciascun settore, e per un motivo preciso: il sopralluogo lo fa chi riesce a capire che esigenze ha il cliente. L’elettricista sa come si fa; ma non è il suo mestiere capire cosa serve a te. Per questo lavoriamo spesso insieme: lui fa il lavoro in muratura, noi diciamo dove deve arrivare ogni tubo.
Il momento giusto, in linea di massima, è prima che le tracce vengano chiuse: quando l’elettricista sta ancora decidendo i punti e le pareti sono aperte, e comunque prima di montare i serramenti. Dopo, resta il wireless oppure la strada più cara.
Un giorno in più per l’elettricista, non per noi
Quello che si aggiunge è, per l’elettricista, circa un giorno di lavoro in più per le predisposizioni. Per l’installazione, invece, il tempo è lo stesso tra un impianto a filo e uno wireless, o anche qualcosa in meno a filo: se cavi e predisposizioni ci sono già, può lavorarci un solo tecnico. Il lavoro si è spostato sull’elettricista, e a te costa molto meno che farlo a lavori finiti.
Se prevedi anche la domotica
La predisposizione serve a più cose. Un esempio che ci piace: chi ha un cancello elettrico e un basculante, molto spesso ha già un telecomando per ciascuno. Con l’impianto integrato, dall’applicazione si configura un tasto «torno a casa»: si apre il cancello esterno, dopo una decina di secondi comincia ad aprirsi il basculante, dopo una trentina di secondi si disinserisce l’allarme. Ti semplifica la vita, e allo stesso tempo hai la sicurezza. Se vuoi saperne di più, trovi la pagina sulla domotica a Udine.
La detrazione: un’indicazione, non una promessa
Chi ristruttura sa che esiste la detrazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per il 2026, secondo l’Agenzia delle Entrate, è al 50% per chi interviene sulla propria abitazione principale (da proprietario o titolare di un diritto reale) e al 36% negli altri casi, con un limite di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in dieci quote annuali.
Tra gli interventi agevolabili, la stessa Agenzia indica le misure per prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi, come furto o aggressione: nell’elenco compaiono i rilevatori di apertura sui serramenti e gli apparecchi antifurto. Non rientrano i contratti di vigilanza privata. Quali spese siano detraibili nel tuo caso, e con quale documentazione, è da concordare con il tuo commercialista: sono regole che cambiano da un anno all’altro.
A Udine e in Friuli Venezia Giulia
Lavoriamo a Udine e in provincia, con sede operativa a Tavagnacco e sede commerciale a Udine. Se in casa sta partendo un cantiere, il momento giusto per sentirci è prima dell’elettricista, non dopo: meglio una telefonata a lavori iniziati che a lavori finiti. Per vedere come lavoriamo sugli impianti, trovi la nostra pagina sugli impianti antifurto a Udine.
Ogni contesto è diverso: il sopralluogo è gratuito.
Veniamo a vedere la casa, o il progetto, insieme all’elettricista se vuoi, e ti diciamo cosa conviene lasciare predisposto e dove. A Udine e provincia.